IT’S A SIN dei Pet Shop Boys

I ragazzi del negozio di animali, un nome originale per questo gruppo inglese che negli anni ’80 si fece strada con un nuovo stile musicale, il synth pop, insieme a dei pezzi che non erano affatto commerciali, in merito ai testi. L’intelligenza sottile letteraria che li caratterizzava li ha portati lontano, anche come autori per altri artisti, e si conta che nella loro carriera abbiano venduto oltre 50 milioni di dischi, tra singoli, album e nuove versioni digitali in download.

It’s a sin è uno dei loro brani più famosi, fu inciso nel 1987 dopo più riprese in quanto la prima versione fu registrata nel 1984, ed era decisamente innovativo, come del resto ogni pezzo del duo, poiché criticava la troppa rigidità dell’educazione cattolica e l’onnipresenza del presunto peccato che limita la vita dell’essere umano. Si può considerarlo autobiografico poiché fu scritto dal leader e cantante del gruppo, Neil Tennant, in ricordo della sua infanzia.

Egli trascorse infatti la sua giovinezza in un collegio cattolico, e i ricordi rimastigli non erano affatto piacevoli, anzi rabbia e frustrazione erano stati dominanti, a tal punto che la canzone fu scritta in poco più di un quarto d’ora. Il videoclip ufficiale rinforzò il tema del brano, con una vaga illustrazione dei sette peccati capitali.

It’s a sin fu un successo in tutta Europa, fu il singolo più venduto dell’anno e resta uno dei pezzi più rappresentativi dei Pet Shop Boys, che continuano tuttora a fare musica. Poco dopo la pubblicazione qualcuno provò addirittura ad accusarli di plagio, per un vecchio brano di Cat Stevens (1971), ma il gruppo vinse la causa e il ricavato per i danni subiti fu devoluto in beneficenza. Doppio smacco per gli invidiosi…

Questo brano, che occupò il primo posto di numerose classifiche in Europa, Stati Uniti ed anche Australia, è sempre stato presente nel repertorio del duo, in ogni tour e concerto. Un brano storico ma anche di valenza culturale, in quanto rappresenta la ribellione delle giovani generazioni ai dogmi religiosi che tarpano loro le ali.

Fonte Video inserito (di proprietà del canale corrispondente): YouTube

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