HO SCRITTO T’AMO SULLA SABBIA di Franco IV e Franco I

Un duetto che fu praticamente una meteora, quello di Franco Romano e Francesco Calabrese, che negli anni ’60 conquistarono i giovani con questo pezzo struggente, Ho scritto t’amo sulla sabbia, il quale si rifaceva allo stile di Bob Dylan che i due artisti adoravano. Nei loro brani c’era anche un po’ dei Simon & Garfunkel, il loro genere era la musica beat, diffusasi agli inizi degli anni ’60, che nasceva dal rock and roll e il blues, subendo anche le influenze dello swing e dello skiffle (stile tipico degli anni ’50 che univa jazz, folk e country), e che cominciò a prendere inizialmente piede in Regno Unito, a Liverpool, arrivando successivamente anche in Italia.

Uscita nel 1968, la canzone partecipò alla manifestazione canora “Un disco per l’estate” e si classificò al terzo posto, tuttavia riscosse un significativo successo tra il pubblico e si aggiudicò il primo posto nelle classifiche per le vendite del 45 giri. Parteciparono anche gli anni seguenti ma il successo non fu replicato, infatti dopo pochi anni il duo si sciolse, nel 1972, anche perché cominciarono a nascere contrasti all’interno del gruppo: Franco Romano si mise a fare il docente e Francesco Calabrese (Franco I) continuò la sua attività in campo musicale come solista, ma mantenendo sempre il nome del duo.

Il nome particolare del duo, senza dubbio non convenzionale, nacque per gioco, in quanto nella loro compagnia di amici c’erano ben otto Franco, quindi simpaticamente si numerarono per distinguersi, e da lì scaturì l’idea di riproporre la cosa nel nome d’arte. I due si conobbero ad Ischia nel 1966 e, accertata la loro passione comune, subito iniziarono a scrivere canzoni. Tra l’altro, infatti, oltre ad essere cantanti divennero autori, scrivendo canzoni per altri artisti dell’epoca.

Il testo della canzone, come s’intuisce dal titolo, è un insieme di poche frasi che vengono ripetute più volte, incentrate su una dichiarazione d’amore che viene scritta sulla sabbia ma che, pian piano, il vento porta via con sé. Probabilmente non è l’unica a cancellarsi, poiché dà l’idea che tale dichiarazione si fermi qui, che anche la storia non vada avanti, forse una storia che neanche comincerà mai, e questo spiega il tono nostalgico e il rimpianto che traspare dall’interpretazione e dalle note stesse della canzone.

L’estate è tempo di amori veloci, talvolta lampo, fuochi fatui spesso consumati in una sola notte, pertanto è probabile che la scritta sulla sabbia sia puramente simbolica, che stia ad indicare quest’amore unicamente sognato.

Fonte Video inserito (di proprietà del canale corrispondente): YouTube

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