T’INNAMORERAI di Marco Masini

Il pessimismo di Marco Masini è ormai diventato un suo stile, talvolta piuttosto pesante ma non è detto che non dica verità. E forse ne deriva una certa originalità, dato che è il poeta controcorrente dell’amore, racconta un’altra faccia dell’amore, quegli aspetti scomodi e poco poetici di una storia, dove la realtà il più delle volte è sgradevole quanto la vita stessa. Un realista dunque, benché tale realismo possa essere talora alquanto esagerato.

Questo è il caso di T’innamorerai, in cui lo struggente e ripetitivo lamentarsi di un tipico uomo sfortunato in amore, mostra quanto l’amore possa essere poco oculato nelle sue scelte, davvero cieco come la Dea Bendata, perché se dal canto suo egli può essere un compagno meraviglioso, attento e se vogliamo perfetto, anche se non bello come un principe delle favole, dall’altro lato la ragazza di cui è innamorato non lo ama seriamente proprio perché non tanto gradevole alla sua vista. Infatti ne viene fuori il quadro di una ragazza abbastanza superficiale che sogna l’uomo bellissimo, come un James Dean, ma secondo lui finirà sicuramente con un bastardo che la farà soffrire, e allora si pentirà di non aver aperto gli occhi prima, quando ormai sarà troppo tardi.

T’innamorerai è un singolo estratto dall’omonimo album di Marco Masini, pubblicato nel 1993, uno dei suoi album più celebri, che ha vinto il Disco di Platino in Italia e il Disco d’Oro in Francia e in Spagna, vendendo in Europa più di un milione di copie. Brano assai particolare che riscontrò maggior successo era il pezzo Vaffanculo, decisamente colorito come titolo ma rendeva bene l’idea del messaggio che l’artista intendeva lanciare.

Il pezzo, ovviamente, fu soggetto a diverse censure, poiché se si tratta di un termine popolare di abbondante uso comune, non era certo da usare nel campo della Musica, in pratica dell’arte, specie perché era senza dubbio moralmente inaccettabile e di pessimo gusto. Il cantante si giustificò sostenendo che fosse un atto di protesta contro il carattere commerciale ed esclusivo delle case discografiche, ma ciò non lo graziò comunque dalla censura.

Di contro, divenne canzone simbolo delle nuove generazioni “arrabbiate”, che ne usavano spesso il ritornello per ribellarsi alla società moralista e costrittiva, anche se deragliando da quello che era il concetto originario. Insomma Masini è il simbolo del “non bello ma reale”, della cruda verità che non tutti sono in grado di accettare.

Fonte Video inserito (di proprietà del canale corrispondente): YouTube

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