VIVA LA MAMMA di Edoardo Bennato

Ode gioiosa alla mamma, ma per Bennato è quella mamma sobria e morigerata che indossava gonne lunghe ed aveva pettinature anni ’50, una mamma sincera e realista, forse lontana ma moderna, una magica favola degli anni ’50.

Non che il brano volesse escludere o in qualche modo denigrare le mamme di oggi, era solo un quadro di sua madre, e costei era vissuta chiaramente all’epoca del dopoguerra. È un brano famosissimo perché non ve ne sono altri, di questo genere, nessuno ha mai cantato una ballata così inneggiante alla figura della tipica madre italiana.

Comunque, la canzone mascherava un po’ il senso del testo, in quanto è stata presentata come un inno alle mamme, quando invece tra le strofe ci sono alcune frasi rivelatrici, dell’interlocutore con cui il protagonista sta parlando: una donna, probabilmente la sua ragazza. Insomma, della mamma non si è mai gelose, ovviamente in linea di massima, dato che ci sono anche casi in cui entra in ballo la competizione, quando la suocera mette un po’ troppo becco sulle questioni tra moglie e marito, o tra semplici fidanzati, e talvolta può essere addirittura causa della fine di un rapporto.

Viva la mamma fu pubblicata come singolo nel 1989 e, anziché essere un corroborante della sua carriera è invece considerata l’ultimo dei suoi più grandi successi. Il suo lavoro continua tuttora, e non si può sostenere che alcuni suoi successivi pezzi non siano di rilievo, anche perché Edoardo Bennato non è soltanto un cantante, è anche cantautore ed autore per altri artisti. Ha scritto perfino un brano per Luciano Pavarotti, ma per fatalità non venne mai interpretato dal tenore.

I suoi anni d’oro rimangono gli anni ’70/80, laddove era considerato dalla Critica uno dei maggiori rocker italiani, uno stile che Edoardo Bennato delineò nel periodo vissuto a Londra, il quale ha conferito alla sua musica anche influenze di rhythm and blues e rock progressivo. In Viva la mamma c’è del rock fuso con del pop, proprio di quel genere che ha contraddistinto gli anni ’50 e ’60, periodo storico che vuole illustrare la canzone.

Fonte Video inserito (di proprietà del canale corrispondente): YouTube

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