Fiaba Musicale “La CICALA e la FORMICA” ★ CICALE di Heather Parisi
★ Musica per Bambini ★
Mitico brano di Heather Parisi, suprema vedette degli anni ’80, qui lo troviamo trasformato in favola musicale, un delizioso cartone animato prodotto dalla Studio Lead di Roma. L’animazione è di Movimenti Production e le musiche sono state riadattate dalla canzone originale del 1981, dall’omonimo titolo, tra i cui compositori troviamo anche Antonio Ricci, ideatore della popolarissima trasmissione in onda da decenni su Canale 5, “Striscia la notizia”.
All’epoca, come s’è detto, fu cantata e ballata da Heather Parisi, poiché scritta per diventare la sigla della trasmissione televisiva “Fantastico”, dove la soubrette faceva la presentatrice. Il testo, apparentemente ma volutamente sgrammaticato (nonsense), non si ispira alla fiaba La cicala e la formica, come in molti hanno presunto, bensì il titolo riprendeva l’espressione toscana ci cale (= “ci importa”), quindi il termine cicale si prestava bene al gioco di parole con la formica.
Perciò, ad esempio la strofa del carnevale ci cale, voleva dire ci importa del carnevale, o più semplicemente ci piace l’allegria, mentre e la formica invece non ci cale mica, significa che a lei non interessa affatto. Insomma è geniale, tanto di cappello a tutti i compositori che parteciparono alla stesura del testo, poiché con questa versatilità del testo, il brano si prestava a diverse versioni e finalità.
Nella cultura popolare, infatti, come lo dimostra questo cartone animato, il pezzo si è avvicinato alla classica fiaba della cicala che non cessa di cantare, allegramente da mattino fino a sera, mentre la formichina suda sette camice per approvvigionarsi in vista della lunga stagione invernale. La morale de La cicala e la formica è ben nota a tutti, ovvero che non bisogna soltanto pensare al divertimento, per così dire “prima il dovere e poi il piacere”, insegnando ai bimbi che essere adulti comporta delle grandi responsabilità.
Questo è vero, tuttavia non si deve mai privare il bambino della sua voglia di vivere e giocare, quella che dovrebbe accompagnarlo anche durante la maturità. Un errore piuttosto comune, messo in atto dalla società, in cui s’impongono prevalentemente doveri e, pian piano, l’Essere Umano dimentica il suo bambino interiore, smette di giocare e piomba nella grigia quotidianità della vita. Non bisognerebbe mai soffocare quel bambino, e continuare a giocare per tutta la vita.
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