LADY GEORGIE di Cristina D’Avena ★ La Vera Storia e la Sigla Originale Completa

★ Sigla Cartone Animato ★

Anno 1982, questa sigla era cantata da Cristina D’Avena, come del resto la maggior parte delle sigle dei cartoni animati per bambini, dagli anni ’80 in poi. La sigla è nella sua versione completa, non è quella che ascoltavamo prima di ogni episodio, del resto come capitava ad ogni cartone animato, per non rendere troppo lungo l’intro che altrimenti sarebbe durato più di due minuti. 

Insieme a Candy Candy e Creamy, Lady Georgie è uno dei cartoni animati più amati, tra le Anime che venivano trasmesse negli anni ’80, anche se la versione italiana è un po’ diversa dalla versione originale, in prevalenza negli ultimi episodi. Infatti, mentre in Italia abbiamo visto Georgie tornare in Australia con Abel e Arthur, come semplici fratelli per riunire la loro famiglia, in Giappone Georgie s’innamora di Abel, fanno l’amore nella prigione dove quest’ultimo è stato rinchiuso ed insieme hanno un figlio, ma purtroppo alla fine viene condannato a morte per omicidio e Georgie ritorna in Australia da sola col bimbo. Qui, però, fortunatamente rincontra Arthur, miracolosamente scampato alla morte, e farà lui da papà al figlio di Abel. In pratica sarebbe la stessa storia che si ritrova nel manga (fumetti), che peraltro è stato pubblicato in versione originale anche in Italia.

In Italia la storia nel cartone animato è stata censurata proprio per questa specie di incesto (anche le scene hot con Lowell a Londra sono state tagliate, così come quelle con Arthur quando la riscalda dopo la vicenda del fiume), forse perché non tanto adatta ai bimbi, ma quando si parla di amore vero, non esiste vergogna e questo cartone ne è la testimonianza. E poi, in fin dei conti, Abel e Georgie non erano realmente fratelli, neanche per metà, e probabilmente la storia avrebbe avuto più senso se fosse rimasta nella versione originale, perché dopotutto parla di una bellissima storia d’amore, benché tragica e molto triste.

Tuttavia, il cartone animato si colloca in un contesto storico inadatto, ed era forse un po’ troppo all’avanguardia per quei tempi, dato che ad oggi simili storie vengono mostrate ai bambini, anche se è consigliata la compagnia di un adulto, al fine che non possano risultare diseducative e indirizzare verso tendenze non propriamente corrette, attraverso dei cattivi esempi che a quell’età non possono essere obiettivamente interpretati. Certo è, che con la salita del progresso negli ultimi decenni, anche i bambini di oggi sono più “svegli” rispetto ai bambini di allora.

Inoltre, trent’anni fa non esisteva il pallino rosso, cosa che oggi ogni canale televisivo fornisce per legge, accanto al titolo del programma, per indicare se la trasmissione in oggetto è adatta alla visione dei più piccoli, o se invece dev’essere supervisionata da un adulto, laddove il pallino sarà di colore giallo. Per di più, oggi esiste nei dispositivi l’opzione del parental control, che sarebbe un filtro impostato con una password, così da evitare l’accesso a particolari programmi televisivi, che vengono selezionati in base a determinati parametri da un software.

Fonte Video inserito (di proprietà del canale corrispondente): YouTube

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